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LA STORIA
Vieste è tra le città più antiche della Daunia: ebbe grande splendore fra il X ed il VI secolo a.C. Fu una colonia greca ed in seguito municipio romano; con Diocleziano la città ebbe il suo defensor civitatis (poche colonie della Puglia potevano vantare tale privilegio)
Vieste conobbe le dominazioni bizantine, longobarde e normanne.
Nel 1176 Papa Alessandro III da Vieste si imbarcava per incontrare Federico Barbarossa a Venezia.
Nel 1239 la città subì un violento saccheggio da parte dei veneziani, i quali distrussero anche la cattedrale.
Nel 1240 Federico II dava luogo alla ricostruzione della città, cattedrale compresa, erigendovi anche il castello.
Nel 1253 Corrado IV, figlio di Federico II, vi sbarcava per prendere possesso del suo regno.
Nel 1442 vi soggiornava il re Alfonso d'Aragona per dirigere personalmente le operazioni di guerra contro le navi nemiche.
Ma le distruzioni più rovinose e gli attentati più feroci, Vieste li subì dagli assedi dei pirati turchi, i quali vi giunsero con settanta galee guidate dal terribile pirata Dragut Rais (18 - 21 luglio 1554).
La tradizione popolare vuole che durante il saccheggio di Dragut, per suo ordine, gli inabili ed i vecchi che, non potevano essere trasportati e venduti come schiavi, furono trucidati e decapitati nei pressi della cattedrale su di un masso che prese il nome di "Chianca Amara".
Nel XVI sec. veniva riedificata ed abbellita dal re di Spagna, ma altri saccheggi e violenze si consumarono nella città.
La città fu sede vescovile dal 993 al 1817. Con il tempo, l'industria turistica ed alberghiera è divenuta, insieme alle attività marinare, artigiane ed agricole, la struttura portante di tutta l'economia della città.
LA LEGGENDA
Tanto tempo fa, dove adesso sorge la città di Vieste, c'era solo un villaggio di capanne abitato da poveri pescatori e tra questi, alto e forte, un giovane di nome Pizzomunno. Nello stesso villaggio abitava Cristalda, una fanciulla bellissima dai lunghi capelli colore del sole. I due giovani, come in tutte le favole, si amavano perdutamente e niente poteva separarli. Ogni giorno Pizzomunno, con la barca, affrontava il mare ed ogni giorno le sirene, stupende fanciulle incantate dal suo sorriso, emergevano dalle onde e intonavano in suo onore dolci canti marini. Queste creature erano come prigioniere dello sguardo di quel giovane pescatore e numerose volte gli avevano offerto l'immortalit? se fosse divenuto il loro re ed amante.
Pizzomunno amava solo Cristalda e inutili erano state le offerte delle sirene.
Una delle tante sere in cui Cristalda e Pizzomunno erano andati ad attendere la notte sull'isolotto di fronte alla costa, le sirene, prese da un eccesso di gelosia, aggredirono Cristalda e la trascinarono nelle profondit? marine. Invano Pizzomunno rincorse la voce disperata dell'amata e, il mattino successivo, i pescatori trovarono sulla spiaggia quel bianco scoglio che la leggenda dice essere il giovane Pizzomunno pietrificato dal dolore. Racconta ancora la leggenda che ogni cento anni Cristalda torna dalle profondit? marine a raggiungere il suo giovane amante e, per una notte sola, rivivono il loro antico amore.
LE ESCURSIONI
nei prossimi giorni pubblicheremo le escursioni possibili da Vieste